giovedì 4 ottobre 2012

Come Don Chisciotte e i mulini a vento

Siamo alle soglie dell'ennesimo campionato, per alcuni si tratta dell'Eccellenza, per altri dell'Elite e per chi rimane fuori dal "gota" del basket che conta c'è ancora il buon e bistrattato "Provinciale" che tanto da in giovane età e che tanto toglie in età più matura. La crisi economica si fa sentire di anno in anno anche sulle piccole e grandi società sportive, che sempre più faticano a contenere i costi sempre onerosi delle iscrizioni ai vari campionati e a trovare allenatori che vogliano insegnare il basket solo per il gusto di veder crescere i ragazzi e affrontare sfide assieme a loro, senza chiedere nulla in cambio. Anche se non ci penso mai :-) comincio ad avere un po' di anni sulle spalle, e mi accorgo spesso d'avere idee che ormai sono fuori dal tempo che vivo...percepisco ancora lo spirito di squadra come quando ero ragazzo, un gruppo unito tra cestisti bravi e magari anche un po' "veneziani", di tanti "mediani" come cantava Ligabue e anche di "sfigati" panchinari che esultano anche se giocano solo quando l'allenatore o è incazzato o ha deciso che va beh, adesso tocca  a te!..una cosa ci univa però, la voglia, anche se scarsi, di fare le scarpe  alle squadre grandi e blasonate, ai miei tempi si chiamavano Mobilgirgi, Abc, Omega Busto ecc. mi scuso per le altre ma la memoria come già detto comincia a far cilecca ;-)...non ci siamo mai riusciti, ma c'era spirito di gruppo d'appartenenza, quelli eravamo e quelli combattevamo, per la gloria o per le figuracce, quello che riuscivamo a conquistare ce lo godevamo, e le legnate ci facevano solo rialzare la testa ancora una volta di più. Si, sembra al giorno d'oggi, un piccolo capitolo tirato fuori dal libro Cuore , ma vi assicuro che con mio stupore ho assistito in questi giorni  alla stesura di una  storia che il buon De Amicis, avrebbe volentieri incluso tra i suoi racconti. Ho visto un gruppo d'amici che qualche anno affrontavano spavaldamente sui campi di basket squadre molto più quotate della loro, e non  si arrendevano mai se non per stanchezza!! Poi  tentati (come sempre più succede oggi)  dalle sirene delle grandi società, si sono divisi, ognuno per la loro strada, a cercare vana gloria. Si sa come vanno le cose,  c'è chi gioca di più e chi gioca di meno, chi cresce (sportivamente parlando)e invece chi fatica a farlo, all'ombra degli altri per scelte degli allenatori (pagati per far crescere i ragazzi NB). Così passano un paio d'anni e quando le sirene finiscono di cantare, il gruppetto decide di ritrovarsi nella stessa squadra e di provare una nuova avventura insieme, di DIVERTIRSI ancora tra un canestro e un contropiede, tra uno scherzo nello spogliatoio e un panino o una pizza a fine partita, andando contro a logiche societarie e a veti incomprensibili che a quest'età non si possono capire, specialmente a questi livelli. Buon campionato Amigos, divertitevi perché questi giorni non torneranno più, ma un giorno potrete sempre raccontare di quando  combattevate per la gloria o per le figuracce tutti insieme, come ho fatto io ;-)

1 commento:

  1. Ora che mi hai messo la pulce nell'orecchio, vuoi dire che c'è una nuova vecchia squadra?
    Alessandro B.

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