domenica 17 ottobre 2010
Ogni scarrafone è bello a mamma soja
Così canta in una celebre canzone Pino Daniele, e come dargli torto! Da un po' di tempo vivo ai "margini" del mondo del basket giovanile, dovendo accompagnare il figlio "Baskettaro", ad allenamenti, partite ecc. Senza esagerare, sto assistendo sempre più alla "Mammizzazione" di questo sport e dei giovani virgulti che lo praticano. Lo so, scatenerò l'ira funesta di qualche lettrice con questo mio post, intendiamoci, come sempre non voglio fare di tutta l'erba un fascio, ma i motivi di quello che sto dicendo sono sotto gli occhi di tutti gli allenatori. In ogni famiglia che ha il figlio che gioca a basket, di solito, uno dei genitori (spesso il padre), ha praticato, o pratica ancora questo sport. I papà giocatori o ex, solitamente li trovi a darsi da fare nell'aiutare a gestire la squadra, accompagnatori, refertisti, segnapunti ecc.., l'EX, sa che dalla piccola alla grande squadra, a livello giovanile, le risorse non sono mai troppe e dare una mano, al fine di garantire il miglior supporto tecnico ai ragazzi e alla società, è sempre ben accetto. Poi c'è il Papà che non ha mai giocato, e che di basket, i fondo, ne capisce poco, magari preferiva il figlio ala destra su di un campo di calcio, ma va bene così, pur che lui si diverta, e faccia attività sportiva. Abbiamo poi la Mamma "motorino ", quella che lo porta avanti indietro agli allenamenti, che gli lava e stira le divise, che lo stressa perché faccia i compiti prima dell'allenamento ecc, e che, mentre aspetta che lui finisca il suo allenamento, se può si rilassa, facendo due chiacchiere con un'altra mamma, parlando del più e del meno, anche lei contenta che il figlio faccia attività sportiva. Alla fine, arriva Lei, la mamma "Coach", quella che fa le stesse cose dell'altra, ma che quando il figlio si allena o gioca, inizia anche Lei a giocare sostituendosi al coach. Intendiamoci, Lei vede solo il suo, vede solo gli errori degli altri, vede solo quanto tempo gioca il suo (la panchina non è contemplata), non capisce cosa ci trovi il coach in (quello la), per farlo giocare più del suo. L'arbitro è sempre un cretino quando fischia contro il suo, come sono degli assassini tutti gli avversari che lo toccano con le mani (ma su queste due cose, potremmo allargare a molti la categoria, nonne comprese). A fine partita se il giovane virgulto, non ha giocato molto, due paroline al coach in privato, non gliele leva nessuno, non prima di averlo massacrato, con l'altra mamma coach, che la pensa come Lei. Poi di tutto questo " scempio", se ne fa partecipe il povero figlio, che difficilmente riesce a farsi comprendere dal "cattivo" coach (chissà come mai..), poi si chiede l'assenso del marito, di solito alla fine se ne convince anche Lui....per poi arrivare alla decisione finale, se mio figlio non gioca la prossima partita, o se quello la non finisce di fare sempre così, o.., o... non lo porto più, non viene più. Cosa c'è di strano???....io vedo, un totale e mancante rapporto tra l'allenatore e il suo giocatore, la mancanza di personalità del ragazzo, che non impara a gestirsi nell'ambito di un gruppo, con le gioie e le difficoltà che da questo ne scaturiscono. Chi gioca sono i ragazzi, sono loro che devono farsi rispettare dal loro Allenatore, e dai loro compagni, attraverso l'impegno e la personalità, e non attraverso una mamma, o un qualsiasi altro genitore. Se non si sentono parte del gruppo, devono parlarne Loro con il coach, e poi sarà questo a parlarne con la squadra se sarà il caso. L'impegno sul campo durante gli allenamenti, è fondamentale, per la riuscita di un buon rapporto con l'allenatore,e come a scuola, se non ti dai da fare, se non ti applichi, i voti saranno sempre bassi, nel basket, si traducono in pochi minuti di gioco!! Lasciamo quindi che lo "Scarrafone", si trasformi in un uomo, questo è lo scopo della crescita, la scuola aiuta in questo, lo sport aiuta in questo, tutto è scuola di vita, Noi genitori vigiliamo, ma lasciamo ai nostri ragazzi gestire le loro emozioni, i loro rapporti, buoni o negativi che siano, solo così diventeranno degli uomini, e non dei Bambinoni, incapaci di prendere decisioni, senza mamma e papà.
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