domenica 31 ottobre 2010
La fama, la gloria e la caduta degli Dei
Sabato sera di rientro a casa, accendo la Tv per vedere la replica di Cimberio Varese- Monte Paschi Siena, non so il risultato, così seguo con il gusto della diretta tutto l'incontro fino alla fine e vedo Varese vincere di un punto su tiro libero a 1 secondo dalla fine per 87-86. E' bellisssimo vedere le inquadrature sul libero finale della panchina varesina, dove Mian mai entrato è in piedi con gli altri è pronto a saltare di gioia, e chiama Cotani, che invece preferisce soffrire da solo nell'angolo... entra il tiro, ed esplode la gioia del palazzetto, ma soprattutto della squadra, che sa di aver fatto qualcosa di grande, qualcosa che negli ultimi anni solo pochi sono riusciti a fare, battere la grande corazzata di Siena. Al di là del risultato, negli occhi di quei giocatori, si vedeva l'orgoglio di aver strappato con la grinta e la forza di volontà, una vittoria ad una squadra che negli ultimi anni ha costantemente, per disponibilità finanziarie e per blasone, (saccheggiato) i migliori talenti del nostro campionato. Li, sabato sera, davanti a tutta Italia, si è consumata, la rivincita degli sconfitti, la rivincita di quelli che ci credono ancora, di quelli che sanno che lavorando duramente e facendo gruppo e squadra, si può arrivare a superare le distanze economiche e tecno sportive. In un' intervista su SB n°38, Stefano Sacripanti coach di Caserta, alla domanda del giornalista che gli chiedeva cosa ne pensava della partenza di Andrea Michelori alla corte di Siena, rispondeva: "non ho nulla contro di lui e gli sono così affezionato come persona e giocatore, che gli faccio un enorme in bocca al lupo. Però per come sono fatto io,avrei cercato non di andare a giocare nella squadra più forte, ma visto quello che avevamo iniziato a costruire qui a caserta, avrei fatto un altro ragionamento: se riusciamo a rinforzarci, un'altro pochino, magari quello scudetto, che oggi Andrea porterà sulla maglia, glielo potevamo andare a strappare tutti insieme a Siena". Pensiero che condivido in pieno, e che possiamo tranquillamente travasare sui settori giovanili. Sempre più, vedo giovani (presunti) talenti che fuggono dalle rispettive società, spesso più per volontà dei Genitori, che per propria scelta, per approdare nella grande squadra, dal nome blasonato, dove spesso, finiscono per accorgersi di non essere poi dei grandi campioni, e di essere come, o se non peggio di tanti, che ora sono in squadra con loro. Le grandi squadre, non hanno il problema del reclutamento sul territorio comunale dei ragazzi, loro si limitano a SELEZIONARE i giovani virgulti, che si presentano (da tutta la provincia), con la speranza di essere presi, e in cerca di un po' di fama e di gloria. A questi livelli lo sport di squadra, è crudele, quest'anno puoi essere un campioncino, e l'anno dopo con l'arrivo di altri migliori di te, ti ritrovi in fondo alla rotazione se ti va bene, o addirittura scaricato. Succede anche che passi da Leader della squadra dove giocavi, dove magari facevi 35 minuti di gioco e 20 punti a partita, a 2/3 minuti nella nuova e non segni più, perchè hai paura di sbagliare quando ti mettono in campo e sei agitato, perdendo la tua personalità di attaccante. Sta succedendo a Siena, in questi giorni ad un certo sig. Aradori, leader a Biella, e anche al sig. Michelori, pivot da quintetto a Caserta!!...tutti dal professionista al giovane sono in cerca di fama e gloria, tutti sentono ridimensionata la loro personalità e la loro importanza nel contesto della squadra, ma mentre i professionisti guadagnano in tutto questo, fior di soldi in più, i ragazzi restano delusi e demoralizzati, con l'unica speranza d'aver succhiato un po' di linfa del basket dal coach di turno. E' giusto avere grandi ambizioni, sono il succo della vita per ogni giovane, per guardare al futuro con ottimismo, ma per come la penso io, se devo sognare in grande, io quel titolo, quel campionato, lo raggiungo e lo prendo con i miei compagni, perchè voglio far vedere alle grandi , che noi valiamo e siamo grandi, perchè siamo cresciuti insieme.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento