venerdì 6 novembre 2009

L'angolo del Coach

NULLA E' PIU' DISPREZZABILE DEL RISPETTO FONDATO SULLA PAURA
Spesso vedendo certi miei colleghi allenare in gare di campionato (o allenamenti) riconosco un atteggiamento troppo aggressivo e di sfida nei confronti dei propri giovani atleti. La qualità dell'ambiente di squadra (creata più o meno ad arte dall'allenatore) influisce positivamente e/o negativamente sul successo che quella squadra avrà in quel determinato momento. Il rapporto di fiducia che intercorre tra allenatore e giocatori e tra giocatore e giocatore, ha di fatto un valore imprescindibile dai camportamenti degli stessi.
La fiducia nell'allentore da parte degli atleti passa certamente attraverso credibilità (competenza e gestione delle risorse in modo positivo) rispetto (come tratti sarai trattato) e imparzialità (ad ognuno il suo) ma ancora più importante rispetto a queste belle cose è il concetto per cui il giocatore (soprattutto giovane) cerca ispirazione dal proprio allenatore in ciò che è e in cio che fa.
Quando si ha il compito di influenzare gli altri, l'esempio non è semplicemente la cosa più importante, ma l'unica strategia di successo.
Sfidare con la strategia del terrore i comportamenti degli altri, non solo è un errore tecnico psicologico enorme (soprattutto in campo educativo) ma è anche la dimostrazione di un vuoto culturale di enorme valenza.
E' per questo che in linea di principio non possono esistere nemmeno i cambi punitivi in partita. Può capitare... ma non dev'essere il principio fondante del mio modo di fare i cambi, altrimenti alla lunga c'è un ritorno ai discorsi sopra descritti.

1 commento:

  1. condivido in pieno il tuo punto di vista, e in questi due giorni ne ho avuta la riprova. Sabato pur essendo al tavolo durante l'incontro con il legnano basket ho visto una dozzina di ragazzini entrare in campo contro degli avversari più grandi di loro come età e statura(nella media),accorgersi di essere tecnicamente inferiori, e invece di sentire l'incoraggiamento del loro allenatore, si sentivanourlare di tutto, erano così terrorizzati da continuare a correre in su e giù senza saper cosa fare pur di non farsi rimproverare!non è certo così che questa squadra crescerà! domenica poi ho assistito a busto arsizio all'incontro Ardor busto-aurora vedano U15,qui il coach di busto aveva tra le mani una formazione molto competitiva,ma forgiata sulle suo carattere, aggressivo, irruento e consentitemi anche un po' violento.Atteggiamento che Lui riversava sul povero arbitro che intimorito non riusciva aprendere decisioni se non guardando verso la loro panchina.Poi l'assurdo...un giocatore di legnano, provoca un normalissimo fallo di sfondamento, l'arbitro fischia, il coach inveisce, si alza un ragazzo dalla panchina ed inveisce pure lui contro l'arbitro, il vice si gira verso di lui e gli dice che se non la finisce gli mette le mani addosso!!!! i giocatori vedono le partite e il basket giocato come lo vede il proprio allenatore e la loro aggressività e frutto di quello che gli insegna il loro allenatore!Io non demonizzo una sana aggressività in campo, ma solo se fatta nel rispetto degli avversari, e se convogliata in un sano agonismo.Sui cambi punitivi questa è la mia opinione, se un giocatore sbaglia a tirare, palleggiare o fa stupidate, gli va data fiducia altrimenti non crescerà mai. Ma se un giocatore, si comporta male con gli avversari o accentra troppo il gioco su di se, non tenendo conto del resto della squadra allora è giusto che venga sostituito facendogli capire il perchè. Questo vuol dire crescere cestisticamente, perchè il basket è uno sport di squadra e bisogna capirlo.

    RispondiElimina